Tra il 2000 e il 2009 redditi degli agricoltori in calo del 30% Lo scorso anno si ? invertito anche il positivo trend europeo: -12,2% rispetto al 2008
(AGRA) - In dieci anni, dal 2000 al 2009, i redditi degli agricoltori italiani sono crollati del 30%. Nello stesso periodo i costi per i mezzi di produzione, dei contributi e quelli burocratici sono cresciuti di oltre il 15%, mentre i prezzi praticati sui campi sono scesi del 18%. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale la situazione dei nostri produttori ? sempre pi? preoccupante: in ambito europeo sono quelli che hanno subito gli effetti pi? drammatici di una crisi che non accenna a stemperarsi. Il colpo di grazia per i redditi degli agricoltori italiani ? venuto - afferma la Cia - nel 2009, quando sono crollati del 25,3%. Il calo pi? accentuato degli ultimi dieci anni che pure, nonostante i dati positivi del 2004 e del 2008 (rispettivamente +3,5% e +2%) avevano segnato un continuo andamento al ribasso, con punte del -10,4% nel 2005 e del -3,4% nel 2006. Dal 2000 - rimarca la Cia - ? stato un crollo verticale per i redditi agricoli. Ben diversa la situazione per quelli Ue che, nel periodo 2000-2008 (ultimo dato disponibile) hanno complessivamente registrato un aumento del 17%. I nostri imprenditori hanno visto cos? scendere la loro redditivit? con una media superiore al 2% annuo. Ma lo scorso anno la situazione ? precipitata in maniera drammatica, determinando il calo pi? marcato tra i paesi europei. Ben diverso l'andamento reddituale agricolo in Germania, dove dal 2000 al 2007 si ? registrato un incremento di circa il 33%. Cifra raggiunta anche nel Regno Unito. Meno accentuata la crescita in Francia (+5,6%) e in Spagna (+5,3%). Il positivo trend europeo, tuttavia, si ? invertito drammaticamente nel corso del 2009, quando - secondo le stime di Eurostat - si ? avuta una flessione del 12,2% rispetto all'anno precedente. Ma anche nel 2008 si era avuta una diminuzione del reddito medio reale per ogni agricoltore Ue pari al 2,5% rispetto al 2007. La caduta in Europa del reddito in agricoltura nello scorso anno - evidenzia la Cia sulla base dei dati Eurostat - ? stata determinata dal calo (-6,3%) dei prezzi all'origine, dalla contrazione dei volumi acquistati dagli agricoltori (-3,1%), da un forte aumento dei costi produttivi (+10% dal 2000 al 2009), da una riduzione della manodopera (-2,2%). Oltre che in Italia, seguita in classifica soltanto dall'Ungheria (-35,6%), i redditi agricoli sono calati significativamente anche in Lussemburgo (-25,1%), Repubblica Ceca (-24,1%), Irlanda (-22,3%) e Germania (-21%). A due cifre anche il calo di Francia (-19,8%) e Austria (-20,4%). In rialzo, al contrario, sempre secondo i dati di Eurostat, i redditi di Regno Unito (+14,3%), Malta (+9,1%) e Finlandia (+2,6%), gli unici paesi Ue con il segno positivo insieme a Grecia (+1%) e Cipro (+1,1%). Nel 2009 - sostiene la Cia - la pi? forte riduzione dei prezzi agricoli nell'Ue si ? avuta per i cereali (-27,5%), seguiti da florovivaismo (-15,6%), olio d'oliva (-14,7%) e frutta (-12,3%). Quanto al comparto dell'allevamento, le pi? significative diminuzioni dei prezzi riguardano latte (-20,3%), suini (-4,2%) e bovini (-1,8%).
I redditi degli agricoltori italiani dal 2000 al 2009 2000 +1,6% 2001 -1,8% 2002 -2,6% 2003 -2,2% 2004 +3,5% 2005 -10,4% 2006 -3,4% 2007 -2,0% 2008 +2,0% 2009 -25,3%
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